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Le cave di Carrara blog tour

LE CAVE DI CARRARA BLOG TOUR

Le cave di Carrara blog tour

Dal giorno 13 Ottobre 2017 al giorno 15 Otttobre 2017 ho partecipato al blog Tour Ai piedi delle Apuane, Massa e Carrara, organizzato dall’Aifb (Associazione italiana food blogger) in collaborazione con l’Associazione Pro Loco Marina di Massa.

In questo articolo vi parlerò della visita alle cave di Marmo di Carrara del giorno Sabato 14 Ottobre, posto che invito tutti a visitare perchè meraviglioso.


A Carrara ci sono tre bacini marmiferi delle cave di marmo di Torano, Fantascritti e Colonnata.

Nel nostro blog tour la cava che abbiamo visitato è quella del bacino Fantascritti.

Il Bacino di Fantascritti è il cuore dei giacimenti marmiferi carraresi, la sua  suggestiva visione dei Ponti di Vara sono un classico stereotipo visivo delle cave carraresi.

Qui si incontrano i due storici ponti ottocenteschi della Ferrovia Marmifera, la quale collegava i tre bacini marmiferi di Torano, Miseglia e Colonnata, per il trasporto a valle dei marmi, attraverso difficili serie di viadotti, ponti e gallerie.

Risalendo lungo la rotabile asfaltata,si arriva al Poggio di Fantascritti e ci accoglie un moderno piazzale che permette la realizzazione di concerti e spettacoli, soprattutto d’estate.

Quando siamo arrivate noi blogger non c’era nessun concerto e nessuno spettacolo, tranne quello che ci attendeva.

Ci hanno accompagnato nella cava Galleria Ravaccione luogo preferito da Michelangelo per la scelta del suo marmo.

Ci hanno fatto indossare un elmetto protettivo e fatto salire su un pulmino e via siamo partite;  ci siamo addentrate in una galleria buia e dopo pochi minuti siamo arrivate al centro della cava, che freschino e umidità, infatti tutte ad indossare il nostro giubotto.

Restiamo tutte a bocca aperta, ovunque ci giriamo troviamo pareti enormi di marmo che non è più bianco, ma di un grigio scuro dovuto agli scarichi delle auto e dei macchinari utilizzati per gli scavi. Infatti la cava è attiva durante la settimana, invece nei fine settimana è a disposizione dei visitatori.

La nostra guida ci racconta di come nel corso di milioni di anni il calcare amorfo si è trasformato in marmo, continua illustrandoci come oggi avviene l’estrazione di marmo utilizzando enormi motoseghe, azionate in modo idraulico e raffreddate ad acqua, che tagliano la pietra come se fosse di legno e di pulegge che azionano un filo diamantato, anch’esso raffreddato ad acqua, che scorrendo sul marmo lo incide producendo dei tagli perfetti di marmo.

Dopo circa 40 minuti risaliamo sul pulmino e usciamo dalla Galleria Ravaccione per recarci al Cava Museo Fantascritti.

Quando vi recherete presso il museo mettete in borsa un pacco di fazzoletti, perchè è così emozionante che le lacrime vi solcheranno il viso, anche non volendo.

L’idea di creare questo Cava Museo è del Sig. Gualtiero Danesi (ma che tutti chiamavano Walter) , che da poco ci ha lasciato, ma sostituito egregiamente dal nipote Walter junior e dalla sua famiglia, che portano avanti il progetto in modo ammirevole.

Ecco una foto che vi mostra una miniatura del Cava Museo.

Presso Cava Museo si trovano tutti gli attrezzi che si usavano prima dell’avvento della tecnologia; pensate che i cosiddetti “segantini”  a mano riuscivano a tagliare 7 cm al giorno, facendo sempre lo stesso movimento.

 

Il lavoro dei cavatori non è mai stato facile, ancor meno la loro vita, specialmente per il tecchiaiolo, colui che attaccato ad una fune, appeso alla parete doveva staccare il marmo dalla tecchia (per questo tecchiaiolo), doveva fare i buchi per le mine oppure i buchi per i ponteggi per facilitare il lavoro dei compagni che successivamente avrebbero staccato dalla parete il pezzo di marmo.

Ma questi marmi, una volta staccati dalla parete erano informi così entravano in gioco i quadratori che lo dovevano quadrare con il mazzuolo e il rumore di questo mazzuolo rimbombava per tutto il giorno nelle cave.

Poi c’è la figura del Lizzatore, anzi dei Lizzatori, che erano 14 a lavorare durante la Lizzatura.

Loro trasportavano dalle cave  25/30 tonnellate di marmo a 70/80% di dislivello, un lavoro molto pericoloso perchè c’erano i 3 molatori che dovevano mollare in perfetta sintonia le 3 corde a cui era attaccato il marmo e se uno di loro si fosse per caso distratto il marmo poteva girare su se stesso e le corde, divenendo 2 potevano spezzarsi e uccidere il capolizza, il responsabile della Lizzatura, che trovandosi avanti al marmo, poteva rimanere schiacciato.

I cavatori non abitavano nelle vicinanza della cava, ma dovevano percorrere sia la mattina che la sera chilometri di strada e questo era un problema che dopo qualche tempo fu risolto; costruirono delle piccole abitazioni nelle cave così i cavatori potevano risparmiarsi il cammino sia prima che dopo il lavoro, ma chi prese il loro posto furono le donne che quando i loro mariti erano a lavoro nelle cave, loro si recavano in paese per cercare piccoli lavori e poter racimolare qualche soldo in più.

Le famiglie erano numerose e tutti abitavano in una casa piccolissima con un solo letto matrimoniale con un materasso non di lana ma formato da foglie secche, i neonati spesso dormivano su piccole amache appese al soffitto e gli altri dormivano insieme in un solo letto.

Per farvi capire la povertà di queste famiglie, vi mostro questa foto.

I cavatori non avevano scarpe, ma chi poteva utilizzava delle scarpe usate e ricucite dalle mogli, ma con chiodi, fili di ferro, quindi immaginate il dolore, quando le indossavano durante il lavoro.

Già ascoltando tutta la storia ero scossa, ma poi quando Walter (vi ricordate la guida) disse che i cavatori preferivano non spendere soldi (nemmeno per comprarsi un paio di scarpe) per permettere ai propri figli di studiare ed evitare loro quella vita triste, niente la lacrima è venuta giù e sono dovuta uscire dalla casa.

Almeno io ci sono entrata, pensate che quando al Cava Museo si sono recati chi ha vissuto questa realtà, quindi i figli dei cavatori, non sono riusciti nemmeno ad entrare nella casa, i ricordi erano troppo dolorosi.

Menomale che poi è arrivata la mamma di Walter (la guida) che ha preparato il pesto in un mortaio di marmo e guardate un po’ di cosa ci hanno omaggiato?

Si di un mortaio personalizzato e qui ancora giù con lacrime, ma di felicità questa volta!!

Eccoci tutte noi con la mamma di Walter

Dopo il pesto ci muniamo di elmetto e di giubbino catarifrangente e partiamo con la jeep per il Marble Tour.

Per fortuna oggi la tecnologia è corsa in aiuto dei cavatori, che saranno diminuiti di numero, sicuramente, ma almeno vivono in modo più umano (dal punto di vista lavorativo)

Ora vi mostrerò come lavorano oggi cavatori.

Siamo salite in jeep e via per un percorso impervio per arrivare in cima, circa 1000 mt sul livello del mare, e cosa ci aspetta?

Un panorama meraviglioso, le Alpi Apuane e noi eravamo sopra queste Alpi. (Soffrendo in modo esagerato di vertigini, sono sconvolta, si vede no?)

Poi ci mostrano quali sono le operazioni ed i macchinari di estrazione del marmo, in tutti i suoi stadi di avanzamento; ora cerco di spiegarle in breve.

I protagonisti delle operazioni di estrazione del marmo sono il filo diamantato e una sega che taglia il marmo.

Praticano 4 fori, con la perforatrice, in cui inseriscono il filo diamantato e una volta collegati i fili li fanno giare attorno al marmo come quando noi saltiamo la corda, naturalmente dopo che la sega ha tagliato tutti i lati, compresa la base. Ora detta così non è molto chiaro e sembra comunque un’operazione veloce, no per niente; occorre una settimana per staccare un marmo di circa 35 tonnellate.

 

Vi consiglio di andarci per meglio capire come avviene, è molto interessante.

La guida ci ha spiegato anche che il marmo è composto da carbonato di calcio e che tutti gli scarti vengono portati in una mega fabbrica a Carrara che li trasforma in polvere e producono dentifrici, colle, creme, cosmetici ecc…

Davvero molto molto interessante!!

Naturalmente molte cose non le ho scritte, perchè sono davvero tante; facciamo così, voi recatevi alle Cave di Carrara e aggiungete voi quello che io ho omesso, così da poter condividere con tutti, anche per coloro che non possono recarsi in questo luogo, la nostra emozione, la nostra avventura.

Vi aspetto!! Le cave di Carrara blog tour

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