L’Arte del Convivio

L’Arte del Convivio.

Dalla disposizione dei posti a tavola alla scelta dei piatti, dall’abbinamento dei vini alla giusta presentazione delle portate: ecco come organizzare un pranzo ben riuscito.

E’ veramente un’arte, quella di essere un’ospite perfetta. Un’arte che nasce da un’insieme di capacità: quella di saper riunire una compagnia stimolante e piacevole, di ricordare le preferenze gastronomiche dei vari invitati, di creare un ambiente armonioso e tranquillo, di trovare sempre qualcosa di gradevolmente insolito da offrire.

Un’arte che, dall’altra parte, si può affinare nel tempo tenendo presenti le preziose indicazioni suggerite dal moderno galateo.

DEFINIAMO IL MENU’

La regola prevede non meno di tre e non più di cinque portate. Inoltre occorre evitare di presentare due volte pietanze e verdure della stessa qualità (ad esempio pasta al pomodoro e scaloppine alla pizzaiola). Se non si conoscono alla perfezione i gusti degli invitati meglio tralasciare piatti esotici o molto piccanti; la norma generale vuole comunque che i piatti più leggeri e delicati precedano sempre i più robusti e saporiti. In ogni caso, se si tratta di una cena si sceglieranno piatti più facilmente digeribili. E non dimentichiamo che la frutta va sempre servita alla fine del pasto. Ecco due esempi di menù per un pranzo e una cena:

PRANZO

  • Antipasto
  • Primo piatto asciutto
  • Carne o pesce con due verdure
  • Formaggio
  • Frutta

CENA

  • Minestra in brodo
  • Sformato o soufflè
  • Carne o pesce con contorno
  • Dolce
  • Frutta

 

DOV’E’ IL MIO POSTO?

 

Nel caso in cui i commensali siano un buon numero – dagli 8 ai 12 – l’assegnazione dei posti può rivelarsi basilare per la buona riuscita del pranzo. Si faranno sedere vicine persone con affinità di gusto, ambiente o attività, che trovino facilmente qualche argomento di conversazione. Al di là di questo principio generale, riguardo i posti in tavola il galateo stabilisce inoltre alcune regole:

  • i padroni di casa si siedono a capotavola, l’uno di fronte all’altra;
  • si alternano, se possibile, uomini e donne;
  • gli invitati considerati di maggior riguardo (per età, perché festeggiati, o altro) si fanno accomodare alla destra dei padroni di casa;
  • si separano le coppie di coniugi, ma non i fidanzati.

IL PRANZO E’ SERVITO

Quando si organizza un invito a tavola, ci si preoccupa di apparecchiare con particolare cura, aggiungendo sulla tovaglia anche qualche dettaglio raffinato: un candelabro elegante, un centrotavola floreale, simpatici segnaposto.

Le vivande si presentano nei piatti da portata che si porgono da sinistra, cominciando dalla signora seduta a destra del padrone di casa. Proseguendo si servono tutte le signore fino alla padrona di casa, e quindi gli uomini, a partire dall’uomo alla destra della padrona di casa.

Ogni portata va servita due volte, ad eccezione delle minestre in brodo, dei formaggi e della frutta (che naturalmente non si negano all’invitato che ne chiede il bis).

I piatti si sostituiscono (togliendoli da destra) ad ogni cambio di portata, ma solo quando tutti i commensali avranno terminato. Il pane, nell’apposito piattino, si rimpiazza prontamente prendendolo dal cestino con le pinze.

 L’IMPORTANZA DEL DESSERT

Il dolce spesso rappresenta la portata più scenografica, e attesa, dell’intero pranzo. Proprio per dargli maggior rilievo, il galateo consiglia di ripulire la tavola prima di servirlo, togliendo il pane avanzato e le briciole con l’apposita spazzola.

Ma come vanno serviti i diversi tipi di dessert?

Le torte vanno presentate intere, poi tagliate in tavola a piccole fette.

La piccola pasticceria si porge ai commensali sopra un vassoio.

Creme, mousse e budini si possono offrire nelle coppe individuali.

Questi ultimi, di consistenza morbida, vengono chiamati “dolci al cucchiaio” perché appunto si consumano esclusivamente con il cucchiaio da dessert.

Per i dolci di media consistenza basta la forchettina, accompagnata dal coltello solo nel caso di dolci più duri, come le crostate.

Infine, caffè e liquori non si servono a tavola ma in salotto.

TRA BIANCHI E ROSSI

Un tempo per ogni portata si usava servire un vino diverso, oggi anche in un pranzo di una certa eleganza i vini possono essere solo 3: un bianco, un rosso vecchio e un vino per il dessert.

Ecco una guida di pratica consultazione con i giusti abbinamenti tra vivi e vivande.

Antipasti freddi di pesce, salumi, uova, verdure: vini bianchi secchi (Soave, capri, Verdicchio, Coronata).

Antipasti caldi: vini bianchi leggeri ( Cortese, Vermentino di Gallura).

Ostriche, frutti di mare, salmone affumicato: grandi vini bianchi ( Cinqueterre, Corvo, Frecciarossa bianco).

Caviale: Vodka ghiacciata.

Minestre in brodo: vini bianchi corposi ( Cinqueterre, Lacrima Christi, Terlano, Vernaccia).

Minestre asciutte di pasta e riso: si varia a seconda del condimento. Se a base di pesce o verdure, vini bianchi secchi; se a base di carne, vini rossi leggeri.

Zuppa di pesce: rosati di buon corpo o vini bianchi abboccati e vellutati ( Castelli Romani, Est Est Est, Albania).

Pesci: vini bianchi secchi o leggermente abboccati (Brolio bianco, Tocai, Bianco di Portofino).

Carni bianche o pollame: vini rossi, profumati di medio corpo (Valpolicella, Bardolino, Grignolino).

Carni rosse di lunga cottura: (arrosti, brasati e selvaggina): vini rossi corposi invecchiati (Barbaresco, Barolo, Chianti vecchio, Brunello di Montalcino).

Carni rosse alla griglia: vini rossi giovani (Chianti Classico giovane, Sangiovese di Romagna).

Lessi: vini rossi generosi (Dolcetto, Barbera, Bonarda, Lambrusco di Sorbara).

Funghi: vini rosati (Rosato Bolgheri, Bardolino Chiaretto, Lagrein Chiaro).

Formaggi stagionati e molto saporiti: grandi vini rossi invecchiati.

Formaggi freschi e delicati:  vini bianchi leggeri e profumati.

Dolci: spumanti demi-sec o vini bianchi dolci o abboccati.

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yogurt

Yogurt: alimento vivo

YOGURT: ALIMENTO VIVO

 

PRESENTE SUL MERCATO DA MOLTO TEMPO, HA TROVATO GRANDI CONSENSI SOPRATTUTTO IN QUESTO ULTIMO DECENNIO, PERCHE’ SANO, RICCO DI FERMENTI E “VERSATELI”.

Anche gli italiani negli ultimi anni hanno scoperto lo yogurt, tanto che, in tutti i suoi gusti, occupa sempre più spazio sui banchi di negozi e supermercati.

 Se in passato veniva utilizzato quasi esclusivamente nelle diete dimagranti, oggi entra nell’alimentazione di tutti, in modi diversi, in quanto viene considerato un cibo salutare e sicuro,un cibo salutare e sicuro, ma anche buono e capace di combinarsi molto bene con altri alimenti (come frutta e cereali) entrando nella preparazione di tante ricette dolci e salate.

COME NASCE

La materia prima impiegata per la produzione dello yogurt è il latte fresco; migliore è la qualità del latte di partenza, migliore è lo yogurt che ne deriva. Il latte viene pastorizzato, omogeneizzato e, una volta portata alla temperatura di 40°/45°, viene addizionato di colture selezionate di fermenti lattici: streptococcus thermophilus e lactobacillus bulgaricus. I fermenti, trovandosi in un ambiente favorevole, cominciano a nutrirsi e a riprodursi velocemente.

Questa rapida crescita determina la trasformazione di parte del lattosio (zucchero del latte) in acido lattico, che provoca la coagulazione spontanea del latte e quindi il passaggio da uno stato liquido ad una consistenza assai più densa e cremosa.

Il latte coagulato viene eventualmente addizionato con altri ingredienti come zucchero e frutta, poi reso omogeneo e confezionato negli appositi vasetti.

Negli “yogurt compatti”, invece, la fermentazione del latte avviene direttamente nel vasetto. Questo diverso modo di procedere non determina comunque sostanziali differenze di qualità tra lo yogurt omogeneo e quello compatto.

LE SUE VIRTU’

Lo yogurt è un prodotto ideale per l’alimentazione quotidiana di bambini, adulti, sportivi e anziani, perchè fornisce tutti i componenti del latte in forma più digeribile e assimilabile. L’attività vitale dei fermenti porta a un leggero arricchimento in aminoacidi essenziali, la componente più nobile delle proteine, e di alcune vitamine del gruppo B ( in particolare la niacina, e l’acido folico). Inoltre, il calcio diventa più facilmente assimilabile dall’organismo. La limitata quantità di lattosio rende, infine, lo yogurt ideale per chi fa fatica a digerire il latte.

Ciò che contraddistingue questo alimento è soprattutto la ricchezza in fermenti lattici vivi. Appena prodotto ne contiene almeno 10 milioni per grammo: in un cucchiaino si può arrivare a un miliardo di fermenti. Grazie a questi preziosi microrganismi, esercita un’azione antimicrobica, stimola l’attività dell’intestino ed aiuta a riequilibrare la flora batterica intestinale, soprattutto quando è stata danneggiata da una terapia antibiotica. Importantissima è quindi la freschezza del prodotto, perché la presenza dei fermenti lattici vivi diminuisce progressivamente con il passare dei giorni. I fermenti si mantengono vivi e vitali per 35-40 giorni, tanto che, dopo due mesi dalla produzione, in un vasetto se ne trovano soltanto poche centinaia.

AL MOMENTO DELL’ACQUISTO

  • Leggere la data di scadenza degli yogurt scegliendo quelli con termine più lontano, dato il breve ciclo vitale dei fermenti. Per la stessa ragione conviene sempre consumare il prodotto in tempi brevi senza ” dimenticarlo” in fondo al frigorifero.
  • Scegliere gli yogurt senza coloranti, conservanti e aromatizzanti; l’assenza degli aromi, spesso, indica la presenza di una maggiore percentuale di frutta.
  • Non confondere lo yogurt con prodotti simili, in genere tenuti fuori dal frigorifero, che di solito non riportano il termine “yogurt” in etichetta. Si ottengono con yogurt pastorizzato, si conservano più a lungo, ma senza i preziosi fermenti vivi. In alcuni paesi dell’UE si può utilizzare la dicitura “yogurt” anche per questo dessert, quindi, conviene sempre controllare la provenienza, e preferire il prodotto nazionale.
  • Controllare il prezzo al chilo, in quanto i singoli vasetti possono avere volume diverso, pertanto i prezzi non sono sempre confrontabili.
  • Preferire lo yogurt bianco, unendo prima del consumo, a piacere, pezzi di frutta fresca, miele, marmellata, fiocchi di cereali, cioccolato a scaglie, ecc…

 

BENEFICA VARIANTE

Da qualche tempo i due fermenti “classici” sono affiancati da altri definiti spesso “probiotici” : tra i più diffusi, il Lactobacillus acidophilus, che resiste meglio all’azione dei succhi gastrici e ha maggiori probabilità di raggiungere vivo l’intestino, e il Bifidobacterium bifidus, il batterio che si trova nell’intestino dei neonati allattati al seno. Si ritiene che abbiano un’azione positiva sulla flora intestinale, e quindi, sulla funzionalità e la salute di tutto l’organismo.

I prodotti ottenuti con questi ed altri fermenti diversi da quelli “originali” non possono essere chiamati yogurt: vengono perciò definiti in etichetta “latte fermentato”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pasta e zucchine

Pasta e zucchine

Pasta e zucchine una ricetta facile da preparare e buonissima da mangiare. Si può preparare anche molto in anticipo e mangiarla fredda…ideale per periodi caldi.

Sul blog trovi anche una diversa versione con le uova, prova anche questa ricetta e se ti va commenta anche sulla mia pagina Facebook o profilo Instagram.

Vediamo come si prepara

INGREDIENTI PER 5 PERSONE

  • 500 g di pasta corta (ditali, gnocchetti o altro)
  • 2 zucchine medie
  • 1 cipolla
  • olio extravergine d’oliva
  • sale

Procediamo alla preparazione della ricetta

Pasta e zucchine

La prima cosa riempi una pentola per cuocere la pasta, con acqua e mettila a scaldare.

Lava e asciuga le zucchine, tagliale a dadini; trita anche la cipolla e lasciala soffriggere nell’olio.

 

Quando la cipolla e appassita inserisci nella pentola con la cipolla le zucchine e lasciale cuocere per 10 minuti aggiustandole di sale.

Nel frattempo la pasta sarà pronta e condiscila pure con le zucchine, cospargi con parmigiano e servi subito.

 

Pasta e zucchine

 

pasta sfoglia con zucchine

Pasta sfoglia con zucchine

Pasta sfoglia con zucchine una ricetta che può essere considerata anche piatto unico; si perché le mie torte salate sono sempre ricche, piene di ingredienti e non sono da considerarsi come una torta salata che non riesce a sfamare delle bocche fameliche.

E’ una ricetta ideale per il pic nic, la gita fuori porta, perché il bello delle torte salata è che si possono preparare in anticipo e gustare anche fredde.

Spesso utilizzo doppia pasta sfoglia, perché mi piace decorare le mie ricette e questo rustico con pasta sfoglia e zucchine l’ho realizzato a mo’ di crostata.

La pasta sfoglia si può preparare in casa, ma se si preferisce si può comprare il rotolo già pronto, solo fare attenzione alla qualità, perché potrebbe rovinare il tortino di zucchine con la pasta sfoglia.

Pasta sfoglia con zucchine ricetta

Yields: 6 Servings Difficulty: Easy Prep Time: 20 Mins Cook Time: 30 Mins Total Time: 50 Mins

Ingredients

0/10 Ingredients
Adjust Servings

Pasta sfoglia ricetta

Per realizzare in casa la pasta sfoglia si può seguire il procedimento sul mio blog:

Anche cliccando sulla foto

Pasta sfoglia con zucchine
Pasta sfoglia

Come preparare le zucchine

Tritare grossolanamente le cipolla e farla soffriggere nell’olio, insieme alla pancetta tagliata a dadini, per circa 10 minuti; sempre a fiamma passa e mescolando spesso fino a far appassire la cipolla e far diventare croccante la pancetta.

pasta sfoglia con zucchine
pasta sfoglia con zucchine

Nel frattempo lavare e asciugare le zucchine, eliminare le estremità e tagliarle alla julienne.

Unirle poi alla pancetta a alla cipolla e mescolare bene; aggiungere poco sale e il pepe, lasciar cuocere per 10 minuti poi togliere dal fuoco.

pasta sfoglia con zucchine
pasta sfoglia con zucchine
pasta sfoglia con zucchine

Preparare il ripieno con le uova e ricotta

Nel frattempo setacciare la ricotta, metterla in una ciotola e unirvi le uova, un pizzico di sale e pepe; mescolare bene fino a che non diventa cremoso.

pasta sfoglia con zucchine
pasta sfoglia con zucchine

Aggiungere poi le zucchine, amalgamare bene il tutto, aggiungere il parmigiano e rimestare bene con un cucchiaio di legno.

pasta sfoglia con zucchine
pasta sfoglia con zucchine

Inserire nello stampo da 30 cm di diametro

Se si utilizza la pasta sfoglia fatta in casa, stenderne una parte di essa in una sfoglia sottile, tonda da 40 cm di diametro e poggiarla nello stampo ricoperto da carta da forno.

Bucherellare con la forchetta e versare il composto di zucchine , uova e ricotta.

pasta sfoglia con zucchine
pasta sfoglia con zucchine

Con la restante pasta sfoglia creare delle strisce con una rondella dentata e ricoprire come fosse una crostata.

Se si preferisce ricoprirla del tutto, cioè con un disco intero di pasta sfoglia, spennellare poi con un tuorlo sbattuto.

Richiudere in ogni caso i bordi, arrotolandoli verso l’interno.

pasta sfoglia con zucchine
pasta sfoglia con zucchine

Mettere in forno già caldo a 180° modalità ventilato, per 30 minuti.

Una volta pronta togliere dal forno e si può già servire calda così com’è, altrimenti lasciarla raffreddare e ricoprirla con la carta alluminio e conservarla fino all’utilizzo.

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pasta sfoglia con zucchine

Vino da abbinare alla torta salata di zucchine

A questa torta salata composta da zucchine, ricotta, pancetta e uova, si può abbinare un vino bianco fresco e intenso con una certa morbidezza, insomma che sappia d’estate.

  • Vernaccia un vino bianco di San Gimignano, quindi toscano.
  • Falanghina vino fresco e leggero che si produce in Campania.
  • Soave vino bianco doc prodotto nella provincia di Verona.

Friggere Istruzioni per l’uso

Friggere istruzioni per l’uso

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  • A NUDO: si prestano a essere semplicemente saltati e dorati in padella con olio, le patate, i funghi, il pesce con la pelle, e le bistecche, specie quelle d’agnello.
  • CON PANGRATTATO: preparazione indicata per pesce e altri alimenti privi di amido (dello spessore di 1-2 cm) che si fanno gratinare in forno a 180°. Il pangrattato deve essere fresco, condito con erbe (non prezzemolo e basilico) e dorato in padella con poco olio.

funghi

 

 

 

 

 

 

  • INFARINATURA: conviene per pesciolini e frutti di mare, che non si disfano durante la cottura. L’operazione va eseguita immediatamente prima di friggere, altrimenti il rivestimento si secca e si screpola. La temperatura deve aggirarsi sui 180°.
  • IMPANATURA: adatta alla cotoletta, filetti di pesce, fette di melanzane o altre verdure e per gli alimenti “fragili” come i pomodori. Il cibo va passato prima nella farina e scrollato per togliere l’eccedente; poi va immerso nell’uovo sbattuto non salato e nel pangrattato. La temperatura ideale e di 160°.

 

 

 

 

 

  •  IN PASTELLA: è adatta ai cibi che cuociono in fretta come pesci piccoli, verdure o frutta a lamelle. La temperatura deve essere sui 170°. Se si vuole un alimento croccante, la pastella va fatta con farina e acqua o birra, o vino, senza uova. Per gonfiare frittelline di salvia, funghi o fiori di zucca aggiungere lievito in polvere.
  • COMPOSTI DOLCI: se preparate frittelle, bomboloni e biscotti con pastella cremosa, le frittelle vanno asciugate con carta assorbente.

 

IL RECIPIENTE GIUSTO

  • PADELLA: a bordi bassi e poco profonda, antiaderente, è adatta per cibi piatti, come cotolette e tranci di pesce, che non hanno bisogno di molto olio; bombata, di ghisa o di ferro, per i pezzi grandi con cotture prolungate a temperatura costante; larga e capiente  per alimenti come le patatine che altrimenti si attaccano fra di loro.
  • CASSERUOLA: è indispensabile quando il cibo deve restare immerso nell’olio o deve gonfiare in cottura, come le frittelle; inoltre evita il rischio di schizzi tutt’intorno.
  • FRIGGITRICE ELETTRICA: sostituibile con una padella alta con cestello e termometro, riduce i tempi e, con il suo termostato, permette di controllare la temperatura; va bene per grandi quantità.

 

Spezzatino di cinghiale rosso

Spezzatino di cinghiale rosso

Spezzatino di cinghiale rosso è una ricetta da preparare con cinghiale preso da una persona di fiducia. E’ una ricetta facile e se il cinghiale ve lo regalano, come hanno fatto con me, è una ricetta anche economica!

Procediamo con l’elenco degli ingredienti:

  • 1 Kg di spezzatino di cinghiale
  • una cipolla
  • uno spicchio d’aglio
  • un mazzolino di spezie come rosmarino, salvia, prezzemolo, timo.
  • olio extravergine d’oliva
  • passata di pomodoro
  • sale
  • 1 bicchiere di vino rosso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passiamo alla preparazione della ricetta

Spezzatino di cinghiale rosso

Il cinghiale va lavato bene, se volete potete tenerlo a bagno nel vino rosso anche per 2 ore, dipende anche dalla qualità del cinghiale. Quando è asciutto inserite in una padella i pezzi di carne e fateli cuocere per alcuni minuti e fino a quando non abbiano la superficie completamente colorata.

Mentre cuoce preparate gli odori. Tagliuzzate la cipolla, l’aglio e legate insieme, con un filo di cotone, i rametti degli odori restanti.

Aggiungete alla carne l’olio, l’aglio, la cipolla e il mazzolino di spezie.

Coprite la padella e fate cuocere per alcuni minuti, irrorate la carne con il vino e fatelo evaporare del tutto.

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A questo punto aggiungete un po’ di sale e inserite la passata di pomodoro e fate cuocere, coperto, per 10 minuti. Assaggiate il sugo e all’occorrenza aggiustate di sale.

Lo spezzatino di cinghiale rosso è pronto; con il sugo potete anche condirci la pasta. E ora gustatevi questa ottima ricetta.

Spezzatino di cinghiale rosso

Cucina Casareccia
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