Dagli antichi Clibanari agli odierni pizzaiuoli

Non è certamente possibile stabilire la data di nascita della pizza napoletana.

Essa trae quasi certa origine dal pane, che fin dai primordi l’uomo preparava in casa macinandosi il grano con i suoi sistemi primitivi e cuocendo la sua stiacciata tra due pietre.

Deriva dalla focaccia del legionario romano, anche egli solito macinarsi il suo grano, cuocersi la stiacciata e condirla con olio e con quell’aglio d’obbligo nelle legioni come disinfettante intestinale.

Deriva dalla “placenta”, la focaccia che i “pistores clibanari” (non dissimili, scriveva Matteo Della Corte in “Case e abitanti di Pompei”, dai girovaghi odierni “pizzaioli” napoletani) vendevano al mercato.

Deriva dal cibo dei poveri di ogni tempo, che specie durante il Medioevo e quindi sotto le varie dominazioni fu basilarmente costituito da una stiacciata di farina condita con quel che si aveva.

Mentre usi del genere sparivano o subivano mutamenti in altre regioni, a Napoli la pizza si perfezionava verso i primi del Cinquecento grazie all’avvento del pomodoro, proveniente dalle Americhe, e si preparava a conquistare rinomanza mondiale, diventava fenomeno imitato, studiato, discusso, spesso frainteso o adulterato con l’uso di recipienti, forni non di mattoni, eccetera.

Sarà interessante a tale proposito apprendere che la tecnica di costruzione del forno adottata nelle pizzerie napoletane è la stessa dell’epoca romana, come dimostra il forno venuto recentemente alla luce negli scavi eseguiti sotto la Chiesa di San Lorenzo, proprio nel cuore del centro storico della città di Napoli, il “forum” greco-romano.

Il forno degli antichi Romani - IL TERMOPOLIO
forno degli antichi romani

Combustibile d’obbligo le “pampuglie”, trucioli di legno, che senza odore e senza fumo fiammeggiano nel forno ardente.

Intorno alla pizza è fiorita e fiorisce una vasta letteratura di colore e non certamente a torto, poichè in effetti la pizza napoletana è la più semplice e gustosa delle cose da mangiare.

Si presta, è vero, a infinite varianti, esiste al riguardo una ricca nomenclatura, ma la pizza vera è quella “alla marinara”, condita con pomodoro, aglio, olio sale e origano.

Ad essa si affiancano altri due tipi di pizza tradizionale: la pizza aglio e olio, che è la più antica, e la pizza Margherita, preparata per la prima volta nel 1889 in onore della Regina Margherita.

Dai un’occhiata ai tipi di pizza sul mio blog

Se hai altre curiosità da soddisfare scrivimi pure sia qui ma anche sulla mia pagina Facebook e il mio profilo Instagram

AVPN - Associazione Verace Pizza Napoletana
Dagli antichi Clibanari agli odierni pizzaiuoli
Dagli antichi Clibanari agli odierni pizzaiuoli


Fonte articolo Libro La Cucina della Campania di Anna e Piero Serra Edizioni Del giglio 1980

Foto forno antico: https://www.iltermopolio.com/archeo-e-arte/

Foto pizza : https://www.pizzanapoletana.org/it

Foto di copertina: https://www.italiaatavola.net/professioni/pizzaioli/2017/12/8/statua-pizzaiolo-verace-celebrare-unesco/53462/

https://totalwargamesitalia.freeforumzone.com/discussione.aspx?idd=4352985


Cucina Casareccia

Sono Maria Rosaria a cui piace chiacchierare soprattutto in cucina di cucina, raccontare di cibo e di come è importante prepararlo in casa per avere sempre ricette gustose e sane. Se non lo si può preparare in casa allora occorre comprare con consapevolezza e leggere l'etichetta con esattezza!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.